Elenco dei prodotti per la marca Cantine Lacquaniti - Azienda Vitivinicola
Cantine Lacquaniti è il frutto di un’intuizione nata da un legame profondo con la terra e la memoria familiare. Il progetto prende forma nel 2019, ma la scintilla che accende questa avventura arriva un anno prima, durante una Pasquetta trascorsa ad Agnana, nell’entroterra aspromontano. In un casolare abbandonato, una vecchia bottiglia ritrovata riporta alla luce emozioni dimenticate e risveglia il desiderio di riscoprire e valorizzare le proprie radici.Da quel momento, Pantaleone Lacquaniti e Silvia Celestino decidono di ridare vita ai terreni ereditati sotto il borgo di Motta Filocastro (VV), a 210 metri sul livello del mare. Nasce così Cantine Lacquaniti, con 4 ettari di vigneti coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata. Le varietà coltivate sono lo Zibibbo e il Magliocco Canino, allevati a spalliera con potatura a cordone speronato e rese contenute (70–80 q/ha), per garantire la massima qualità e il rispetto del territorio.
Cantine Lacquaniti – Storia, identità e visione di un vino autentico
Cantine Lacquaniti non è soltanto un’azienda vitivinicola, ma il racconto di un ritorno alla terra, una scelta consapevole che unisce memoria, famiglia e visione. Una realtà giovane, ma già ricca di significato, nata da un’intuizione semplice quanto potente: recuperare un legame profondo con le origini, con i luoghi dell’infanzia e con quella viticoltura che per secoli ha disegnato il paesaggio calabrese.
Tutto ha inizio nel 2018, durante una Pasquetta trascorsa ad Agnana, nel cuore dell’entroterra aspromontano. In un vecchio casolare abbandonato, viene ritrovata una bottiglia polverosa. Un oggetto apparentemente insignificante che si trasforma in scintilla, in memoria viva, in progetto concreto. Quell’istante segna la nascita ideale di Cantine Lacquaniti, fondata ufficialmente nel 2019 da Pantaleone Lacquaniti e Silvia Celestino.
Le radici: Motta Filocastro, il territorio che parla
Il cuore produttivo dell’azienda si trova a Motta Filocastro, un piccolo borgo rurale nel comune di Limbadi (VV), situato a 210 metri sul livello del mare. Qui, in una terra antica e generosa, vengono coltivati 4 ettari di vigneti in agricoltura biologica certificata, nel pieno rispetto dell’equilibrio naturale.Le varietà scelte sono lo Zibibbo, aromatico e solare, e il Magliocco Canino, vitigno autoctono calabrese dalla personalità decisa. Le viti sono allevate a spalliera con potatura a cordone speronato, e le rese sono volutamente contenute (tra i 70 e gli 80 quintali per ettaro), per garantire uve di alta qualità, capaci di raccontare l’anima autentica del territorio.La filosofia produttiva si fonda su pochi ma solidi principi: biologico, vinificazioni naturali, artigianalità, rispetto del tempo e della terra. Ogni passaggio avviene nel rispetto della materia prima, senza scorciatoie né artifici. Il vino nasce in vigna, cresce nella cantina e si completa in bottiglia, senza perdere mai il contatto con la sua origine.
I vini: identità e racconto della Calabria autentica
La prima vendemmia ufficiale è quella del 2024. Da essa nascono etichette che non sono semplici prodotti, ma veri manifesti territoriali, capaci di esprimere la vocazione di un luogo e l’identità di una famiglia. Ogni vino ha un nome, una storia, un carattere unico:
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Lumba – Zibibbo in purezza, profumato, luminoso e mediterraneo
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Tramonti – Rosato da Magliocco Canino, fresco e vibrante
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RiLú – Blend di vitigni autoctoni calabresi, armonico e dinamico
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P24 – Magliocco Canino in purezza, strutturato, elegante, di profondità
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Philokastro – Magliocco Canino in purezza, raccolto in sovramaturazione: intenso, avvolgente, di grande complessità
In arrivo anche due bollicine, una da Zibibbo e una da Magliocco Canino, e un passito da Zibibbo, pensato per esaltare le note calde e aromatiche del vitigno.
Ogni etichetta è il frutto di un approccio artigianale, sostenuto da una filiera cortissima: dalla vigna alla bottiglia, tutto viene seguito con attenzione, cura e sensibilità.
Il progetto di recupero e il valore della memoria
Cantine Lacquaniti è anche un progetto di resistenza culturale e rurale. Nel 2021 l’azienda compie un gesto simbolico e concreto: acquista una piccola casa nel quartiere di Motta Abbasciu, in posizione panoramica. Da qui si ammira l’intero vigneto, la piana di Gioia Tauro, l’Aspromonte, lo Stretto di Messina e persino le isole Eolie.
In questo luogo nasce un progetto di ospitalità ed enoturismo: un punto vendita e degustazione immerso nella natura, dove accogliere visitatori, raccontare la propria storia e valorizzare la cultura del vino come forma di condivisione e identità.
Ma non è tutto. A partire dal 2025, Cantine Lacquaniti ha deciso di recuperare vecchi vigneti a rischio abbandono. Il primo è un piccolo appezzamento di circa 3.000 mq a Comerconi, nella zona di Nicotera, dove un vecchio Magliocco Canino rischiava di essere espiantato. Oggi è coltivato in biologico e rappresenta un simbolo di biodiversità, tradizione e custodia del paesaggio.
La cantina sostiene con forza l’appello “Non tagliate i vecchi vigneti”, accogliendo piccoli appezzamenti e salvandoli dall’oblio. È una scelta etica, culturale e identitaria.
La visione familiare: passato, presente e futuro
Cantine Lacquaniti è una realtà familiare, guidata con passione e dedizione da Pantaleone Lacquaniti e Silvia Celestino. Insieme ai figli Luca e Riccardo – ancora bambini, ma già legati ai filari – portano avanti un progetto che guarda lontano, senza dimenticare le radici.
La direzione è chiara: fare del vino uno strumento di racconto, valorizzazione e rinascita del Sud.